
Per me la bastardaggine è quella che il detective McTaylor, in un episodio di CSI NY, definisce “natura ed educazione”, cioè una predisposizione del carattere che ha trovato un ambiente in cui si è potuto sviluppare al meglio, come un seme che abbia trovato il terreno adatto alle sue peculiarità.
Quindi per me è un modo di essere, una personalità, che va verso “sciagura e perdita”, come dice l’I Ching, che cambia non tanto secondo l’umore quanto si adegua e rigira la situazione per mettere in buca il partner.
E’ quindi una coerenza verso risultati che provocano sensazioni spiacevoli, come rabbia, sofferenza, frustrazione, disprezzo.
Perciò la bastardaggine non è legata al sesso.
Chi definisco bastardo lo trovi sia fra gli uomini che le donne, anche se da una donna un po’ di bastardaggine, di tira e molla, come uomo te l’aspetti.
Tutto ha un limite, però!
Perché ne parlo tanto?
Ogni giorno leggo sui social network e forum di discussione citazioni o esperienze del tipo:
- chi ti ha fatto soffrire non ti meritava
- prima di cadere in depressione accertati di non avere intorno un mucchio di bastardi
- la falsità di certe persone non ha fine.
Ed in più sono davvero tanti i casi di Love Coaching in cui vedo la persona andare in crisi di autostima ed in confusione per il comportamento di un partner, o desiderato tale, di questo tipo.
Convinta che prevenire, per quanto possibile, sia meglio che curare, quello che voglio dare come contributo è la mia esperienza per riconoscere un soggetto che può darti sempre e comunque solo una relazione complicata.
Così ti semplifichi la vita lasciando perdere una persona invece di insistere sperando che cambi e che impari a comportarsi diversamente, in modo che ti faccia star bene e non ti ferisca.
Ognuno ha relazioni di lavoro, di vicinato, di parentela a cui non può sottrarsi completamente, e quando hai a che fare con una persona difficile la tua vita può farsi un po’ dura.
Mostrerò in altri articoli alcune “mosse difensive” da mettere in pratica quando hai a che fare con dei bastardi.
Per le relazioni di coppia scegli tu di stare bene, di avere una relazione che ti dia soprattutto sensazioni piacevoli con il partner che sia in grado di provarle con te!
Come distingui una lei bastarda?
Ecco alcune caratteristiche che te la fanno riconoscere.
Tende ad usarti, con molta nonchalance, per lei è normale, e per farti ingelosire se non fai quello che vuole usa un altro.
Sempre che ti dica cosa vuole, dato che quello che le proponi non le va mai bene!
Non è che si dimentica gli appuntamenti con te, è che aveva altro da fare, non ti ha avvertito perché senza dubbio tu avresti capito.
Ha i suoi buoni motivi per fare quello che fa, è ovvio.
Quando fai una domanda, ti risponde “a metà”.
Ad esempio le chiedi “ ci vediamo stasera?”
e lei “devo lavarmi i capelli”
Ti tocca insistere con una serie di “quindi?” e per metterti d’accordo devi richiamarla ogni mezz’ora per sapere a che punto è.
A te si incrociano gli occhi, ti bastava un sì o un no!
Il massimo è “ non so ancora cosa fanno le ragazze, non le ho sentite” dove “le ragazze” sono le amiche.
Davvero non fa apposta, a te ci tiene, solo che era d’accordo che si sarebbero sentite.
Insomma, mette tutto sullo stesso piano, un momento la priorità sei tu ed il momento dopo invece sei sparito.
Ti tocca chiederle se ci sta o no e lei ti risponde, sbarrando gli occhi e cadendo dalle nuvole:” ma come, non l’hai capito?” E’ proprio perché non hai potuto capirlo che glielo hai chiesto!
Quando arrivi a pensare di farle questa domanda per avere finalmente una risposta chiara e sapere se con lei ci stai oppure no, il mio consiglio di Love Coach è di battere in ritirata in punta di piedi finché sei in tempo.
E come sempre, di fare tesoro di questa esperienza per immaginarti nei dettagli la relazione di coppia che ti fa provare sensazioni piacevoli, che aumenta la tua voglia di vivere e di creare.
Questo è l’antidoto contro la bastardaggine, sapere cosa ti fa felice ed accontentarti solo di quello, ed essere disposto ad accettare qualcosa di ancora meglio.




















Ciao Maria Cristina,
perdona la franchezza, ma mi meraviglio un po’: questo post sembra esser scritto da un uomo che proprio non capisce nulla di donne!
Appiattisce un sacco gli atteggiamenti ed i comportamenti femminili, come se fossero ascrivibili ad una serie di regolette facili facili da imparare. Dietro una risposta di una donna credo ci sia un mondo di sensazioni, sentimenti, emozioni molto più complesse.
Poi sinceramente se un uomo mi chiedesse “ci stai o meno?”, non lo considererei praticamente neanche un uomo, ma un invertebrato che non ha il coraggio di rischiare nulla nella vita!
Ciao Valentina,
grazie per l’intervento.
Per me è interessante notare che nel tuo commento parli di una tua personale esperienza
smossa dall’argomento, perché non ha pertinenza al testo stesso del
mio articolo.
Grazie per lo spunto per miei ulteriori lavori.
La tua risposta mi sembra un po’ piccata e mi dispiace! Non avrò capito nulla del post? Probabile…
A me non sembra di aver fatto riferimento a mie esperienze personali: mi sono solo immedesimata nella situazione che descrivi. Il termine “bastarda/o” mi sembra solo essere un’etichetta troppo superficiale.
Comunque trovo sempre interessante e stimolante il confronto, e continuerò a seguirti con piacere.
Brava Valentina,
e quando scriverai tu sull’argomento fammelo sapere, così ci confrontiamo.
Fortunatamente solo in poche occasioni nella vita mi è capitato di avere a che fare con tipe B.
Ci ho messo un po’ di tempo a mollarle, dopo esserci rimasto
in mille occasioni letteralmente “di cacca”.
Grazie Rosario,
e bravo! sono d’accordo, ci si mette un pò di tempo a mollarle.
Adesso sei “vaccinato”!
Ciao..
personalmente ho avuto esperienze con persone di questo tipo. Sono persone profondamente in crisi perchè di fatto non hanno il coraggio di lasciare, ma dal loro comportamento emerge un disinteresse reale verso “l’altro”
Chiamarle bastarde? Io uso altri termini… ma, forse si, parlo da uomo ferito.
Comunque alla fine, è bello rientrare in possesso di te stesso e non avere persone del genere che ti girano attorno
Bravo Matteo,
grazie per il tuo contributo.
quando le conosci le eviti, e, come dici tu, rientri in possesso di te stesso e della tua vita, che così diventa migliore.
usa i termini che vuoi, per me l’importante è riconoscerle e scansarle.
Ciao
non parlerei di persone b. ma di genere umano b. perche’ ognuno e’ un po’ b. con qualcun’ altro.
Ce ne accorgiamo solo quando siamo offesi,siamo tutti troppo presi dal proprio Io,quando urtiamo il prossimo non ce ne accorgiamo.
Ogni uno e’ cane per certi e osso per altri,chi ha piu’ autostima non si considera immune,solo ci convive meglio.
Se e’ una persona intelligente,cerca di fare piu’ caso ai sentimenti del prossimo,ci vuole esperienza,essere stati a propria volta vittime.
Siete d’accordo?
Ciao
sono d’accordo che a tutti capita di comportarsi da b,
l’importante per me è che sia l’eccezione, non la regola.
essere stati a propria volta vittime ti mette nei panni di chi
ti dice di essere stato ferito da te, anche qui quello che conta, per me,
è usare l’esperienza perché non succeda più.